I CINQUE CANI DI SCIACCA SUBITO AL SICURO CON LEIDAA GRAZIE ALLA LEGGE BRAMBILLA

Nuovo sviluppo giudiziario nella vicenda dei cani trovati sul cosiddetto “terrazzo della morte” di Sciacca. Il GIP del Tribunale di Sciacca ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura nei confronti di Ignazio e Paolo La Bella, padre e figlio di 68 e 41 anni, indagati nell’inchiesta sulla morte di quattro cuccioli e sul maltrattamento degli altri cani trovati sul terrazzo.
Secondo il giudice per le indagini preliminari, nei confronti del 68enne non sussistono gravi indizi di colpevolezza, mentre per il figlio il reato contestato è stato riqualificato in maltrattamento di animali aggravato dalla morte. Il rigetto della misura cautelare non conclude il procedimento penale, che proseguirà per accertare le eventuali responsabilità degli indagati.
Nel frattempo, i cinque cani sopravvissuti sono definitivamente al sicuro. A soli sei giorni dal loro salvataggio, la mamma, i due cuccioli superstiti e gli altri due cani adulti sono stati affidati in via definitiva alla LEIDAA, l’associazione presieduta da Michela Vittoria Brambilla.
L’affidamento è stato possibile grazie all’applicazione dell’articolo 260-bis del Codice di procedura penale, introdotto dalla legge Brambilla, che consente di assegnare definitivamente gli animali sequestrati senza attendere i tempi, spesso molto lunghi, del processo penale. Una novità che ha permesso ai cinque cani di iniziare subito un percorso di recupero, cure e protezione.
“Non potevamo permettere che la mamma venisse separata dai suoi piccoli dopo quello che avevano passato”, spiegano dalla LEIDAA, che continua a seguire quotidianamente gli animali e ad accompagnarli nel loro percorso di rinascita.



