Due manifestazioni si sono svolte venerdì 25 settembre a Roma e Milano per richiamare l’attenzione sulle denunce relative alla violenza contro cani e gatti in Cina e sulla diffusione online di filmati che mostrano torture e uccisioni di animali. Le iniziative si sono svolte nella stessa giornata con l’obiettivo dichiarato di chiedere maggiori interventi contro questi fenomeni.
A Milano, dalle 11.30, si è tenuto un presidio davanti al Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese, in via Benaco 4, organizzato da Feline Guardians Italia. A Roma, dalle 15 alle 19, la mobilitazione si è svolta in piazzale Ugo La Malfa, di fronte al Circo Massimo con diverse realtà animaliste.

Stop ai video online e alle uccisioni di animali
Al centro delle iniziative sono state poste le denunce riguardanti la produzione e la diffusione sul web di video di violenze estreme contro gli animali. Alcuni di questi contenuti sarebbero prodotti e diffusi anche con finalità economiche, attraverso circuiti online a pagamento. Le organizzazioni chiedono l’individuazione dei responsabili, la rimozione dei filmati e una maggiore collaborazione internazionale per contrastare il fenomeno.
La mobilitazione di Roma è stata dedicata in particolare alla vicenda di Wang Wang, una cagnolina randagia e dei suoi cuccioli, indicati dagli organizzatori come vittime di un episodio di violenza avvenuto in Cina nel giugno 2026. Il caso è diventato uno dei riferimenti della campagna internazionale denominata “Giustizia per Wang Wang”. Le ricostruzioni diffuse dagli organizzatori attribuiscono l’uccisione a un gruppo di giovani e sostengono che le violenze siano state filmate con l’obiettivo di diffondere e monetizzare i contenuti online.
Giustizia per Wang Wang e la richiesta di nuove leggi
Un altro tema sollevato durante la mobilitazione riguarda le lacune normative e l’esigenza, sostenuta dagli organizzatori, di introdurre strumenti specifici per punire efficacemente la tortura e l’uccisione degli animali in Cina.
In Italia, la Legge Brambilla, entrata in vigore il 1° luglio 2025, ha modificato il Codice penale e altre disposizioni in materia di reati contro gli animali, introducendo un inasprimento del quadro sanzionatorio e ulteriori strumenti di tutela.
Il principio richiamato durante le iniziative è quindi quello di rafforzare la tutela degli animali oltre i confini nazionali, attraverso la cooperazione tra autorità, organizzazioni animaliste e piattaforme digitali. La richiesta riguarda anche l’individuazione dei responsabili e l’interruzione dei flussi economici eventualmente collegati alla produzione e alla vendita di contenuti di violenza.
Gli organizzatori hanno inoltre invitato a non condividere ulteriormente i filmati di torture, poiché il loro rilancio può contribuire alla diffusione dei contenuti. L’indicazione è di segnalarli invece alle piattaforme e alle autorità competenti.
La mobilitazione ha voluto così richiamare l’attenzione su un fenomeno che non può essere affrontato soltanto a livello nazionale. Il contrasto alla violenza sugli animali e alla diffusione online dei relativi contenuti richiede, nelle loro richieste, interventi coordinati e strumenti capaci di intervenire anche sui circuiti digitali attraverso cui questi materiali vengono diffusi.
Un sentito ringraziamento a Feline Guardians per l’impegno nella difesa degli animali e per l’attività di sensibilizzazione sul fenomeno.



