cartello manifestazione uccisione animali cina

I Feline Guardians oltre la piazza: la rete globale dello zoosadismo

Il 25 settembre 2026, Roma e Milano si sono unite in una duplice mobilitazione. A Piazzale Ugo La Malfa nella Capitale, e davanti al Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, decine di persone sono scese in strada. L’obiettivo non era solo quello di ricordare Wang Wang, la cagnolina torturata e uccisa in Cina insieme ai suoi cuccioli da un gruppo di ragazzini. Chi era in piazza stava denunciando l’esistenza di un network criminale organizzato, chiedendo a gran voce un intervento internazionale per fermare una vera e propria industria dello zoosadismo.

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I Feline Guardians contro la rete dello zoosadismo

A combattere in prima linea contro queste reti ci sono i Feline Guardians, un’organizzazione apolitica globale. I loro volontari si infiltrano sotto copertura nel Dark Web e in gruppi Telegram segreti per identificare i torturatori, documentando orrori che sfuggono alla comprensione comune.

Dalla legge Brambilla alle tutele internazionali

Salvare il singolo animale è nobile, ma non ferma i carnefici. In Italia, dal 1° luglio 2025, un passo fondamentale è stato fatto con l’entrata in vigore della legge Brambilla, che riconosce e tutela tutti gli animali. Questa norma stabilisce finalmente un principio di civiltà giuridica essenziale per contrastare i reati contro gli animali e assicurare che queste violenze non restino impunite. Mentre l’Italia si dota di strumenti normativi più efficaci, l’auspicio e la richiesta pressante a livello internazionale è che anche la Cina, e gli altri Paesi ancora sprovvisti di tutele, si dotino al più presto di leggi specifiche contro il maltrattamento.